Avremmo potuto intitolare questo articolo pure “Quella pizza della quarantena”. Ma che forma ha avuto davvero l’isolamento in Casa/Studio18?
Durante l’emergenza sanitaria mondiale siamo rimasti un po’ in silenzio.
Ci siamo sentiti perduti, sia umanamente che come professionisti, poi, come tutti abbiamo reagito al distanziamento sociale e al #iorestoacasa.


La storia di questa quarantena non è diversa da quelle di amici, e conoscenti. Questo è un diario di foto scattate con il telefono, di Instagram stories, di tempo libero che si è occupato quando e come se n’è sentito il bisogno.
Oltre la farina, il lievito, gli arcobaleni e il tiggì, per ogni stanza vogliamo condividere qualcosa di quello che abbiamo scoperto o approfondito.

1. Cucina: La maglia glutinica.

Le ricette intelligenti di Hungry Franky.
Il “Calcolapizza” della Confraternita della Pizza


2. Studio: Lavorare da casa.

Abbiamo messo la sveglia, l’abbiamo postposta, e poi spenta, certe volte ci siamo vestiti, altre rimasti in pigiama ma non ci siamo fermati. Adesso i pc e i tablet sono sparsi sul tavolo da pranzo, su un tavolino apri e chiudi, la scrivania è zeppa di agende, gli appunti sul comodino e i webinar sulla tv. Quale professionista non ha visto nell’isolamento un’occasione per mettersi prima in pari, e poi superarsi? Fare il punto, recuperare, pianificare e ripartire. Abbiamo imparato che ci piace ancora imparare, ci siamo abbuffati di nuove e vecchie fissazioni, e trovato il ritmo fisiologico dello smartworking.

I TedTalks in Italiano sono davvero una compagnia, QUI il mio preferito.
Il sito del telescopio Hubble fa diventare gli occhi grandi grandi.


3. Divano: lo smartsvacking.

Il divano nelle prime settimane è stato indegnamente giustiziato. Erano stati mesi massacranti, dai ritmi serrati, ci tremavano le gambe. Inghiottiti dapprima da Netflix e Amazon Prime, abbiamo deciso di stare a pancia in aria per svariate missioni. Imparare i saluti in Giapponese, leggere “La scuola di pizze in faccia del Professor Calcare”, uccidersi di documentari su National Geographic, possibilmente quelli sul cosmo e sugli uccelli, bere con gli amici su zoom come si farebbe su una spiaggia di Panama. E’ stato affrontato anche un momento drammatico che da troppo rimandavamo per mancanza di coraggio: il finale di stagione di The Big Bang Theory.

Gli e-book su Rakuten a partire da 0,99 cent.
Rimanere basiti davanti a The Midnight Gospel su Netflix.


4. Il balcone: il sacro Graal.

Finestre come cornici di una polaroid, il balcone quella stanza in più. La fuga verso la libertà, il fai da te, piantare semi di pisello odoroso (ammetto che ho riso per ore), e le braciolette. Si è scoperto che uno dei nostri vasi è di “erba porcellana” che per una vita credevo fosse tutt’altra cosa.
Una sera abbiamo pure usato la macchina fotografica, indovinate per quale di questi scatti.

Il guscio d’uovo è un ottimo concime, ma sapete che si può anche assumere?
Per chi quando guarda in alto vede oltre, su FB c’è Chi ha paura del buio?


5. L’ossimoro del tempo libero.

Ci siamo impegnati a tenerci impegnati occupando il tempo libero.
É stata una liberazione.

Messina, 25 Aprile.